Non silenziate lo scandalo di stato
La gestione più che opinabile di Massimo Ciancimino da parte della procura di Palermo è da ieri oggetto dei lavori della prima commissione del Csm. A Palazzo dei Marescialli, dove, con il consenso del capo dello stato, lo scorso giovedì il Comitato di presidenza ha aperto un fascicolo sul caso (insieme al procuratore generale della Cassazione, titolare dell’azione disciplinare nei confronti dei magistrati), hanno deciso di partire da Pietro Grasso. Leggi Qui commissione parlamentare Antimafia, che si fa con Ciancimino Jr.? - Leggi Via Arenula vuol vederci chiaro sui candelotti, il Csm sulle procure - Leggi Ciancimino Jr. faceva buoni affari illegali (non solo false delazioni)
19 AGO 20

Il Csm e il procuratore generale della Cassazione, però, non sono chiamati a redimere soltanto una lite di vicinato. Non si tratta semplicemente di arbitrare una spartizione delle competenze, per evitare che le due procure siciliane finiscano per pestarsi i piedi. Con la sua scelta di giovedì scorso, il Csm ha rotto un muro e ora l’opinione pubblica guarda a Palazzo dei Marescialli per capire se è possibile portare in palmo di mano le dichiarazioni di Massimo Ciancimino, un condannato per riciclaggio che, mentre parlava di tutto ai pm, è riuscito a salvare il malloppo del padre mafioso con investimenti in Romania. Se si può lasciare che “Massimuccio” continui a trattare con un inquisito per ’ndrangheta, se si può dare credito ai suoi papelli da copisteria – come scordare l’interrogatorio in cui, sul filo del lapsus, Ciancimino Jr. diceva ai pm: “Domani vi produco altri documenti”.
Il Csm deve stabilire in base a quali elementi si possa tergiversare di fronte alla scoperta di 13 candelotti di dinamite, 21 detonatori e svariati metri di miccia nel giardino di Ciancimino Jr., dando credito a scuse strampalate (chi mai minaccerebbe qualcuno mandando, con l’esplosivo, dei detonatori?). Il Csm deve capire chi ha consentito a “Massimuccio” di atteggiarsi a divo dell’antimafia in televisione e di tappezzare i giornali con le sue patacche. Che sia pupo o puparo, Ciancimino Jr. ha tenuto in pugno le istituzioni per tre anni, con i suoi “pizzini”. E questo è uno scandalo di stato.